La prima lezione

Io sono a lezione per la prima volta
Ora io sono una scolara.
Arrivò l’insegnante in classe
Bisogna alzarsi o sedersi?

 

Bisogna aprire il banco
Io non lo sapevo all’inizio
Io non sapevo come alzarmi
Senza sbattere il banco.

 

Mi si disse – Vai alla lavagna,
Io alzo la mano
E come afferrare la penna,
Io non lo capisco del tutto.

 

Come molti scolari
Nella nostra classe ci sono quattro Asia
Quattro Vassili, cinque Maria
E due Petrovic.

 

Ora io non sono a lezione  per la prima volta
Ora io sono una scolara
Nel banco mi trovo benissimo,
Anche se a me non piace stare seduta.

 

Il guardiano

Sedeva accanto a me
con la particolare disposizione della zampa
Io avrei voluto avvicinarmi al guardiano.
Ma in verità é necessario che il cane
Faccia la guardia nell’orto.
Io sono un coraggioso cucciolo:
All’improvviso appare un gatto.
Lo sposto con i piedi. Io so abbaiare
Io so ruttare
Io vi so riconoscere dagli altri
I gatti mi temono come fossi il fuoco
Dimmi secondo coscienza
Mi scacciate?

 

Selvaggia

E’ mattina. C’é un sole ardente
Una  gatta  si trova nei pressi di un ruscello
Volge lo sguardo verso tutti
Come una selvaggia. Noi spiegavamo alla selvaggia
Tu non sei una tigre nello zoo
Tu sei solo una semplice gattina
Ebbene fai le fusa sia pur per un pochino!
La gatta di nuovo come una tigre
Inarcò la schiena e si infuriò.
La gatta cammina quatta quatta
Intavolammo con lei una conversazione.

 

E’ tempo di perdonare
Volavano due uccellini
Il loro colore non é il bianco,
Mentre loro volavano
Arrivarono volando su di un libro
Si muovevano intorno alle foglioline
Che volevano fare amicizia con noi.

 

Dicevano i due uccellini,
E’ difficile senza esperienza
E noi siamo troppi piccoli
Per volare sui libri

 

A noi occorre rientrare
Nei boschi i rifugi di legno
Dove c’é sempre fresco
Dove si ode il gorgoglio di un ruscello
Nella foresta dove ci aspettano
Le cinciallegre per salutarci.

 

I due uccellini  riprendono fiato
Il loro colore non é bianco:
-Per noi é ora di perdonare
Voi d’inverno nella tormenta
Offriteci da mangiare!

 

Scendevano con le pagine
Le nostre due amiche
Erano sedute sulla copertina
Sì, sulla strada!

 

Con i lettori si scusano
Le veloci cinciallegre.

 

Precedente Le stelle Successivo Arrivarono gli storni