Alfabeto peloso

In questo alfabeto
Osservate attentamente insieme
Ci sono delle lettere vive:
Con le code
Con i baffi
Esse sanno correre,
Volare
Strisciare e nuotare
Mordere e afferrare…

 

Alfabeto peloso

 

Lettere pelose
Lettere pennute
Lettere agili
E persino curve
Care,
Care

Elitarie,
Terrestri,
Acquatiche
Chi sono quelle?
Indovinereste mai?
Animali!

 

Alfabeto
Che inizi
Con la CICOGNA!
Essa é come l’alfabeto
Inizia con la A
Osservo
Nell’ANTILOPE
E alla chetichella tiro un sospiro:
Perché, perché
Trasportavano in Europa
Una tale antilope?!!

 

Non ha senso
Possedere in casa propria
Un BISONTE,
Essendo questo un ruminante
Grosso e nero!

 

Il CAMMELLO decise che egli era una GIRAFFA
E procede alzando la testa
In casa di tutti
Saluta ridendo
E egli, il cammello, sputa su tutto e su tutti

 

“Cosa c’é di tanto triste PASSERO?”
“Qualcosa non va bene?”
Riguardava
Il cavallo!
Attualmente é faticoso per il passero
Sostentare la propria famiglia!

 

Come questa accettazione da parte del serpente
Che le VIPERE mordano al piede,
E perciò
Quando la incontrate
Gente, tenetevi i piedi con le mani!
Proprio per questo motivo
Da tempo io evito di incontrare
Le VIPERE.

 

Vecchio RICCIO
Nella foresta del Caucaso
Una volta incontrai
L’ISTRICE.
“Va a vedere! ” Esclamò il riccio
“Quanto mi assomiglia!”

 

Questo animale é completamente innocuo
Ha un aspetto veramente poco invidiabile
Le persone chiamano quel poveretto “ECHIDNA”
Cari miei, cambiate idea!
Del resto per voi non é vergognoso

 

Per quale motivo tu, Riccio, sei così ispido?
Ciò é valido in ogni occasione:
Sai  chi sono i tuoi vicini di casa!
Volpi, lupi e orsi!

 

A me piace molto la GIRAFFA
Statura alta e indole mansueta.
La giraffa, dopo tutto é il più alto di tutti gli animali.
E’ temuta persino dai leoni.
Ma un simile successo non ha dato
Alla testa alla giraffa
Facilmente spezza la schiena al leone
Con un colpo del suo zoccolo.

 

E mangia foglie ed erba
E non sempre a sazietà
A me piace molto la giraffa
Benché io ho paura che non sia di buon umore.

 

Egli non sa cosa sia la neve
né la pioggia.
E’ nata ed é cresciuta

Al sud
Tra le palme
E nel cielo del meridione
Per abitudine
Lo ZEBU’
Benché egli assomigli ad un toro.

 

E il migliore amico
Onestamente dice:
“Tu” TACCHINO!

 

Ecco il CINGHIALE
Esso é selvatico e rabbioso.
Ma tuttavia completamente commestibile
E’ di grande dignità per noi stessi
Persino da un simile maiale.

 

Porta
La mamma CANGURO
In una tiepida borsa
I figli
I bambini canguro
L’intero giorno
Giocano
A nascondino!

 

L’intera vita nell’acqua vive e si muove la balena
Benché non sia un pesce.
Nel mare mangia e nel mare dorme
Per ciò a lei grazie!
Si starebbe stretti nell’arsura
Lei, una simile gigantesca grassona.

 

Luccicante come il vetro si arrotola il COBRA
Guarda
Con aria ottusa e con malevolenza
Lo si nota al primo sguardo
Poco cervello
Molto veleno.
Il LEONE era definito il re degli animali
Ciò avveniva anticamente
Ai nostri giorni non si amano i re
E il leone non é più un re
In seguito si pensò che fra tutti gli animali
Si alzasse in piedi più ferocemente.

Ma si dice altresì
Che governasse male
E non riuscisse a risolvere i problemi.
Ora siede sul trono
Nei pressi di un recinto.
Si dice che egli sia scontento, questo Leone
Ma così a lui sta bene!

 

Chiese al canguro:
“Come te la cavi col caldo?”
“Tremo per il freddo!”
Rispose al canguro il TRICHECO.

 

Chi al caro
RINOCERONTE
Si arrende
Indiscutibilmente,quello in maniera razionale agisce
E’ piacevole rivolgersi a lui, il pachiderma.

 

A quale povero
Passante?
Quanto sta bene, che simili maleducati
Capiteranno raramente, molto raramente.

 

Le SCIMMIE, nostri simili, vostri simili,
Dondolano su di un ramo
E adesso ci tengono in gabbia
Tutto ciò sta bene, ragazzi?

 

Quanto é bello
Il PAVONE
Ha
Un vizio.
Tutta la bellezza
Del pavone
Inizia
Dalla coda!

 

Se puoi, indovina,
Cosa ci chiede il pappagallo
Questo ci chiede, ritengo,
Che ci si convinca che io li spavento!

 

Questo leprotto – nostro compaesano
Si chiama LEPRE GRIGIA!

 

Esso più e meglio di tutti vive sulla terra,
Caro, carissimo ELEFANTE.
E’ ovvio, persino tra gli animali
Ciò che é grande é anche caro.

 

Povero STRUZZO
Infelice
Suo
Padre:
Sul nido
Sedeva, sedeva continuamente
Pazientemente
Tenacemente
Caparbiamente
Dall’uovo
Alla fine
Apparve
L’uccelletto
Che chiese
“Ma dove é mia madre?”

 

Il TAPIRO ha appeso il suo naso per sempre
Egli é triste per un solo motivo:
Decise di sembrare un elefante
Per questa ragione non crebbe più.

 

La TIGRE dietro un
Cancello la   si immagina di solito.
E facilmente si vede sul suo viso
di essere un cannibale dietro le sbarre:

 

C’é da restare sorpresi per la diligenza della foca.
Giace distesa per terra la FOCA
L’intero giorno
Per lei
Stare sdraiata non é pigrizia!
Mi dispiace che la diligenza della foca
Non si possa imitare!

 

Io dico secondo coscienza:
Male, male per me, BISCIA.
Per quel che riguarda l’aspetto sono
Molto ripugnante
Vero, ma dopo tutto non sono velenosa.

 

Soltanto la notte
E’ strano
Il GUFO
Ma al momento dell’alba
Egli é stanco, molto stanco!

 

Leoni e tigri si addormentano.
Ciò avviene raramente, ma accade.
Ma nessuno ancora per il momento
Non può non addormentarsi.
Grazie a Dio.

 

Che cosa é una PUZZOLA?
E’ un piccolissimo animale,
Per fortuna!
Perché ha un simile nasone
L’AIRONE?
Perché
deve catturare i pesci?

 

La TARTARUGA fa ridere tutti
Perchè non si affretta mai.
Ma per andare dove e
quando si dovrebbe affrettare
Chi porta sempre
Con sé la propria casa?

 

Il BOTOLO
Suona male e ad alta voce
Perché sa molto bene
Che chi dice più
Ad alta voce “Bau”
Avrà sempre
Ragione.

 

Non vi é nello SCIACALLO
E non in maniera insufficiente
La somiglianza di una volpe,
Il coraggio di una lepre,
Il digrignamento di denti di un lupo.
Di che cosa ti lamenti ancora
Sciacallo?

 

I LUCCI
Sanno mangiare, ingoiare.
Un altro che
Per vivere
Non ha bisogno della scienza!

 

Io vi scrissi
A proposito dello struzzo
E a proposito dell’EMU
Un poema
Ma non lo inviai a nessuno.

 

Non conosco francamente
Nessun animale con la lettera IO
Comunque
Qualcuno l’ho inventato!

 

Per quel che riguarda
Lo YAK, esso ha un aspetto terribile
Ma siccome é molto mansueto,
Si dice che nel Tibet
Faceva ridere persino
I bambini!

 

 

 

 

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